Concorsi regionali con falla, Marchetti (FI): «Non c’è prova scritta che fili liscia. Volevano fare il regalo preelettorale? Beh il pacco l’hanno dato»

Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti attacca la giunta: «Le persone vanno assunte, ma la regolarità procedurale va saputa garantire»

«Con i concorsi regionali non c’è prova scritta che fili liscia. Dopo gli infermieri con i test fotografati, ora ecco gli amministrativi coi loro dati sensibili allegramente diffusi in chiaro. Pd e Iv, assumendo, volevano fare un regalo preelettorale? Beh, almeno ai 3.548 candidati di cui quasi quasi ormai sappiamo anche il numero di piede, il pacco l’hanno dato non c’è dubbio»: l’affondo arriva dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti dopo avere appreso sia dalla stampa che per segnalazioni dirette della falla apertasi sulla blindatura dei dati personali di oltre 3.500 candidati al concorso regionale per assistente amministrativo di categoria C svoltosi ad Arezzo.

          «Le persone vanno assunte – incalza Marchetti – ma va saputa garantire la regolarità procedurale. La Regione governata da Pd e Iv se ne dimostra incapace. Mesi fa era toccato al concorsone per gli infermieri, le cui prove scritte erano state tutte fotografate e diffuse sui social con e senza risposte, con e senza banco, e ora ecco il concorso per amministrativi che finisce come minimo davanti all’Autorità garante per la diffusione indebita di dati personali».

          Per l’accaduto, i candidati hanno ricevuto una lettera di scuse che parla di «increscioso incidente». Marchetti però non è tenero: «Le scuse sono un po’ pochino per la qualità di lesione della privacy che è stata generata – afferma – e poco conta se le procedure concorsuali strettamente intese fossero concluse o meno. I dati personali restano esposti».

          «Vedo che in questo Concorsi senza Frontiere è già partita la manche su chi scarica meglio il barile – prosegue Marchetti – con la giunta che gioca il jolly dell’appalto a una ditta esterna. Ma è lo stesso. Che la superficialità sia praticata in forma diretta o nella scelta degli interlocutori a cui si affidano soldi pubblici e servizi resta lo stigma di una leggerezza inaccettabile sulle cose serie e sulle persone. E’ il caso di questo concorso, era stato il caso del concorsone Estar per gli infermieri, e sempre per Estar è stato il caso delle commesse milionarie per ventilatori polmonari mai arrivati e per mascherine prodotte nel distretto parallelo cinese».

«E’ stato, anche, il caso dei rimborsi nella quota parametrata sui chilometri durante il lockdown su cui il Pd e la maggioranza non sono intervenuti, provocando alla Toscana una lesione d’immagine pazzesca e dovendo correre ai ripari dopo che la figuraccia l’abbiamo fatta in 40. La Regione – conclude Marchetti – si lamenta parte lesa un po’ troppo spesso, segno che la maggioranza è incapace persino di operare in tutela di se stessa e dell’Istituzione, figuriamoci del resto della cittadinanza».

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