Estar, inchiesta ventilatori polmonari; Marchetti (FI) in aula: «La giunta difende l’indifendibile»

Il Capogruppo regionale di Forza Italia Maurizio Marchetti intervenuto poco fa: «L’emergenza non significa venir meno ai controlli prima di pagare milioni»

«L’emergenza non significa venir meno ai controlli e alle procedure di verifica prima di pagare milioni dei toscani. Sui ventilatori polmonari è accaduto questo, e oggi la giunta tenta di difendere l’indifendibile. Su Estar va data una registrata, e non certo nel senso di moltiplicarne i dirigenti»: così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, intervenuto poco fa in aula nel dibattito seguito alla comunicazione della giunta regionale sull’inchiesta che ha coinvolto Estar per l’acquisto di 250 ventilatori polmonari pagati 7 milioni di euro e mai arrivati.

«Non posso ritenermi soddisfatto delle spiegazioni dell’assessore – ha affermato Marchetti rivolto all’assessore alla sanità Stefania Saccardi che ha esposto la comunicazione – perché qui si cerca di difendere l’indifendibile. Intanto perché non è la prima situazione in cui Estar scivola, tra gare che finiscono in contenziosi e un concorso per infermieri che bene ci sia stato, certo, ma magari anche senza tutti i profili di irregolarità che abbiamo segnalato ripetutamente. E poi ci sono i dubbi della Corte dei conti. Insomma, Estar è un ente su cui va messo mano».

«In questo caso – ha proseguito Marchetti – era sufficiente una banale visura camerale come quella che ho fatto io stesso per intuire che forse 7 milioni non erano da dare a una società che non produce, ha un anno di vita e 2500 euro di capitale sociale. Nemmeno in un periodo di emergenza e accaparramento. Perché sono soldi dei cittadini. Normalmente – osserva Marchetti – ognuno di noi presta attenzione a dove ordina, anche online, prodotti molto meno costosi. Qui si è andati dritti. La riga della colpa giuridica la tireranno i magistrati, ma sul piano politico e gestionale un comportamento simile non si giustifica».

«Spero adesso che questi danari si riescano a recuperare, possibilmente anche con i danni, e che la parte economica si risolva nel modo migliore. Credo però che la considerazione politica sul lavoro svolto e sulle modalità di spesa, anche in un clima di accaparramento come quello addotto a discolpa e che è esistito, beh però sono certo che un minimo di verifiche vadano fatte… e non è accettabile che Estar porti avanti acquisizioni per milioni e milioni di euro in perfetta assenza di trasparenza, e che per ottenere un documento si debba affrontare una Via Crucis. Trasparenza e attenzione sono il minimo per chi maneggia soldi pubblici. E questo è mancato».

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